Apparato decorativo della Chiesa S.S. Carpoforo e Brigida

Comune di Como

La Chiesa dei Santi Carpoforo e Brigida nasce nel Novecento. Un intreccio di pittura, decorazione, luce. Pareti, volte, stucchi, vetrate. Tutto contribuisce a costruire uno spazio.

Nel tempo, questo equilibrio si è alterato. Il problema principale è la polverizzazione delle cromie.
Poi segni diffusi. Non sempre immediatamente visibili: depositi, ridipinture, infiltrazioni.

L’intervento è stato pensato come un processo progressivo. Un primo lotto, come progetto pilota, per osservare, testare, verificare. Per intervenire non bastava restaurare, era necessario comprendere. Ogni superficie è stata analizzata. Materiali, tecniche, stratificazioni. Non tutto apparteneva allo stesso momento. Alcune parti erano originali. Altre frutto di interventi successivi.

Il lavoro è iniziato dalla materia più fragile. Il colore, in molti punti, aveva perso coesione. Non aderiva più al supporto diventando una polvere precariamente appoggiata sul muro. È stato necessario intervenire prima di tutto per fermarlo.

Prima e dopo il restauro

Poi abbiamo potuto pulire, con gradualità. Rimuovere ciò che copriva, senza intaccare ciò che doveva restare. Le superfici hanno iniziato a riemergere. Anche gli stucchi dorati sono stati recuperati. Consolidati dove fragili e integrati dove mancanti.

Ogni intervento è stato verificato. Campionato. Condiviso. Nessuna scelta definitiva è stata presa senza un confronto. Il risultato non è una superficie perfetta. È uno spazio ritrovato. Un insieme di relazioni di nuovo leggibili: tra pittura e architettura, tra luce e decorazione, tra gesto e tempo.

Prima e dopo il restauro